Diritto di recesso

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La Direttiva 85/577/CEE del Consiglio dell'Unione europea del 20 dicembre 1985 per la tutela del consumatore in caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali, ha introdotto il diritto di recesso entro un termine minimo di sette giorni, ed è stata recepita da più ordinamenti degli stati membri dell'Unione.

Per effetto della norma, ove applicabile, chi acquista un oggetto, sottoscrive un abbonamento o stipula contratti simili, ha 7 giorni di tempo per disdire senza penali il contratto che ha firmato. Per l'acquisto di un prodotto, il recesso consiste nella restituzione dell'oggetto, ottenendo a scelta del consumatore la quantità di denaro corrisposta oppure un buono di pari valore da spendere nello stesso esercizio.

Il diritto di recesso è focalizzato sugli acquisti effettuati fuori dal pubblico esercizio (quindi ad esempio a distanza o a domicilio, oppure in contesti in cui la vendita è effettuata a titolo accessorio o integrativo di altre attività, come nella nota vendita di stoviglie in occasione di viaggi organizzati). Non si applica perciò a tutti i beni acquistati direttamente in negozio, di cui l'acquirente ha presuntivamente avuto preventivamente visione e possibilità di prendere atto e cognizione di tutte le caratteristiche: il ripensamento non è riconosciuto come diritto, salvo accordi precedenti la conclusione del contratto presi direttamente con il venditore. In simili casi il diritto di recesso per vendita in negozio viene applicato solo ed esclusivamente a discrezione del venditore, non avendo questi alcun obbligo di legge in tal senso. Nei periodi di vendite a prezzi di saldo, non di rado non è nemmeno consentita la sostituzione della merce.

Poiché la legge prevale su eventuali pattuizioni fra le parti, contratti che prevedano una penale in caso di recesso prima dei 7 giorni oppure un termine inferiore per il recesso anticipato, sono nulli. La presenza di una clausola vessatoria e nulla rende nullo l'intero contratto: in questo caso, la controparte può esimersi dalle obbligazioni scritte nel contratto, anche dopo i 7 giorni per il recesso anticipato, non avendo il contratto di partenza alcuna validità giuridica.

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